58° RADUNO NAZIONALE BERSAGLIERI

Milano - 12/16 maggio 2010 

 

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LE "CHICCHE"

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ultimo aggiornamento:
18/06/2010
 

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[ Le "chicche" del Raduno ]

 

CURIOSITA’, FATTI, PERSONAGGI E INCONTRI AL 58° RADUNO DI MILANO

 

Cari Amici piumati, la rubrica è aperta a tutti. Spediteci le vostre “chicche”  raccolte al Raduno ambrosiano e noi le pubblicheremo. Si evitino i saluti. Per incoraggiarvi, comincerò io.   d.c.

 

 

- La sfilata delle massaie

Purtroppo non feci in tempo a farle uscire dai ranghi che partì la corsa. E così, tre signore aggregate ad una sezione dell’Umbria, sono andate al (si fa per dire) passo di corsa davanti alle tribune, in abiti civili. Una indossando addirittura gonna nera, camicia bianca, tacchi da cinque centimetri e borsa da passeggio a tracolla.

Queste sciatterie ci rendono ridicoli davanti a tutti.

Passino le “majorettes” in tricolore e cappello piumato, va bene per le vivandiere e le “Gigogin” agghindate in foggia bersaglieresca, visto che le donne fanno ormai parte delle Forze Armate, ma le massaie, per favore lasciamole fuori dai cortei.

Se le signore in tacchi e borsa sono colte da protagonismo o non riescono a star lontano da loro maritini neppure per il tempo di una sfilata, forse hanno bisogno di un periodo di riposo. Possibilmente durante i Raduni nazionali.

 

- Donne e bersaglieri

Al termine del concerto al Teatro dal Verme, la fanfara "Triboldi" di Cremona cena al ristorante e qui, nell'euforia del buon risultato ottenuto, si mette a cantare canzoni bersaglieresche.
Fra i clienti che partecipano con allegria, ci sono tre ragazze straniere che non comprendono le parole ma sorridono con aperta simpatia.
Allora Luca si alza e, ponendosi davanti alle ragazze, fa capire che eseguirà una canzone per loro. Le straniere annuiscono sorridendo e Luca parte con il suo pezzo forte: "Nella Vecchia Fattoria".
Nulla di bersaglieresco, ma la magistrale imitazione di Luca nei versi dei vari animali riscuote il massimo successo con conseguente scroscio di applausi dagli astanti. Se ogni pretesto è buono per rendere allegra la compagnia, in questo caso il giovane Luca ha anche raggiunto un secondo fraudolento scopo: conoscere le ragazze e scroccare baci ed abbracci.

 

- Il “Reggimento di papà” non è prosa retorica.

 Il nostro bellissimo canto “Reggimento di papà” parla di un bimbo che vide partire il babbo bersagliere nella Grande guerra. A conflitto terminato, nonostante il rientro del reggimento vittorioso, papà purtroppo non compare più. Bimbo, alza la testa, non piangere e quando andrai soldato sii anche tu bersagliere come papà, recita la canzone. Potrebbe sembrare retorica deamicisiana. E invece no. Una vicenda del tutto analoga è avvenuta durante il secondo conflitto mondiale. Un papà partì nel 6° Bersaglieri per la Russia, lasciando il bimbo di 7 anni. Cadde al fronte e non poté più accarezzare il suo figliolo. Arrivato all’età di vent’anni, quel ragazzo avrebbe potuto evitare il servizio militare in quanto “figlio di madre vedova”, ma chiese ugualmente di arruolarsi nei bersaglieri e prestò servizio nell’Ottavo. Quel bersagliere si chiama Enrico, è della classe 1934 e abita a Pontremoli. Altro che retorica!

 

- La fine dei “coccardoni” dei Punti Cremisi

 Qualcuno, dicendo al proprietario del locale “sono un bersagliere di Bari, quindi questo mi spetta di diritto”, si è portato via il “coccardone” del 7° Bersaglieri.

Altri tre “coccardoni” sono stati sottratti: uno da un bersagliere in uniforme storica che si è spacciato del Comitato Organizzatore e due dai tifosi interisti, caduti come cavallette sul centro di Milano dopo la vittoria nerazzurra. Beh, non si può dire che i “coccardoni” non abbiano avuto successo!

ABBIAMO APPRESO CHE, NONOSTANTE LE INIZIALI PERPLESSITA' ED INCOGNITE, IL "COCCARDONE" DEL PUNTO CREMISI DEL 7° BERSAGLIERI E'... APPRODATO ALL'OMONIMO REGGIMENTO.
AD MAIORA.

 

- Armando Cossutta alla sfilata

 Sul web è riportata una notizia secondo la quale l’on. Armando Cossutta, noto esponente dell’estrema sinistra, abbia seguito commosso la sfilata dei bersaglieri. Vuoi vedere che ora ama l’Italia almeno quanto la Classe operaia?

 

- Il Tricolore sulla Madonnina

Forse non tutti l’hanno notato, ma durante i tre giorni cremisi di Milano sulla Madonnina del Duomo era issato il Tricolore. Per noi. I bersaglieri milanesi e della Provincia erano fortemente commossi per almeno due motivi: il tricolore sventolò sul Duomo il 22 marzo 1848, quando vennero messi in fuga gli austriaci e, attualmente, vi appare soltanto per poche feste nazionali.

 

- Il reduce di Russia

Lorenzo Farina, sergente in Russia nel Terzo Bersaglieri, ha assistito alla sfilata con le lacrime agli occhi. Poi, con un sorriso, ha detto alla figlia: “Adesso posso morire contento”.

 

- Il momento più opportuno

 Ero nei pressi di piazza Duomo, avevo al braccio la fascia del “Comitato Organizzatore” e stavo risolvendo al cellulare un concitato problema fra la Polizia Locale e l’azienda che stava montando la tribuna. In quel momento squilla l’altro cellulare e, con l’orecchio libero sento che è la segreteria del Presidente Formigoni a pormi domande sul cerimoniale. Nonostante il contemporaneo colloquio con i due telefonini, cercavo di finire il discorso con un assessore della Provincia che stava di fronte a me. In quella si avvicina un bersagliere con la famigliola e gentilmente mi chiede: “Scusi, sa mica dove potremmo mangiare una pizza?”.