|

[ Le "chicche" del Raduno ]
CURIOSITA’, FATTI, PERSONAGGI E
INCONTRI AL 58° RADUNO DI MILANO
Cari Amici piumati, la rubrica è aperta a tutti. Spediteci le vostre
“chicche” raccolte al Raduno ambrosiano e noi le pubblicheremo. Si evitino i
saluti. Per incoraggiarvi, comincerò io.
d.c.
- La sfilata delle massaie
Purtroppo non feci in tempo a farle uscire dai ranghi che partì la
corsa. E così, tre signore aggregate ad una sezione dell’Umbria, sono andate al
(si fa per dire) passo di corsa davanti alle tribune, in abiti civili. Una
indossando addirittura gonna nera, camicia bianca, tacchi da cinque centimetri e
borsa da passeggio a tracolla.
Queste sciatterie ci rendono ridicoli davanti a tutti.
Passino le “majorettes” in tricolore e cappello piumato, va bene per
le vivandiere e le “Gigogin” agghindate in foggia bersaglieresca, visto che le
donne fanno ormai parte delle Forze Armate, ma le massaie, per favore lasciamole
fuori dai cortei.
Se le signore in tacchi e borsa sono colte da protagonismo o non
riescono a star lontano da loro maritini neppure per il tempo di una sfilata,
forse hanno bisogno di un periodo di riposo. Possibilmente durante i Raduni
nazionali.
-
Donne e bersaglieri
Al termine del concerto al Teatro dal Verme, la fanfara "Triboldi" di Cremona
cena al ristorante e qui, nell'euforia del buon risultato ottenuto, si mette a
cantare canzoni bersaglieresche.
Fra i clienti che partecipano con allegria, ci sono tre ragazze straniere che
non comprendono le parole ma sorridono con aperta simpatia.
Allora Luca si alza e, ponendosi davanti alle ragazze, fa capire che eseguirà
una canzone per loro. Le straniere annuiscono sorridendo e Luca parte con il suo
pezzo forte: "Nella Vecchia Fattoria".
Nulla di bersaglieresco, ma la magistrale imitazione di Luca nei versi dei vari
animali riscuote il massimo successo con conseguente scroscio di applausi dagli
astanti. Se ogni pretesto è buono per rendere allegra la compagnia, in questo
caso il giovane Luca ha anche raggiunto un secondo fraudolento scopo: conoscere
le ragazze e scroccare baci ed abbracci.
- Il “Reggimento di papà” non è prosa
retorica.
Il nostro bellissimo canto “Reggimento di papà” parla di un bimbo
che vide partire il babbo bersagliere nella Grande guerra. A conflitto
terminato, nonostante il rientro del reggimento vittorioso, papà purtroppo non
compare più. Bimbo, alza la testa, non piangere e quando andrai soldato sii
anche tu bersagliere come papà, recita la canzone. Potrebbe sembrare retorica
deamicisiana. E invece no. Una vicenda del tutto analoga è avvenuta durante il
secondo conflitto mondiale. Un papà partì nel 6° Bersaglieri per la Russia,
lasciando il bimbo di 7 anni. Cadde al fronte e non poté più accarezzare il suo
figliolo. Arrivato all’età di vent’anni, quel ragazzo avrebbe potuto evitare il
servizio militare in quanto “figlio di madre vedova”, ma chiese ugualmente di
arruolarsi nei bersaglieri e prestò servizio nell’Ottavo. Quel bersagliere si
chiama Enrico, è della classe 1934 e abita a Pontremoli. Altro che retorica!
- La fine dei “coccardoni” dei Punti
Cremisi
Qualcuno, dicendo al proprietario del locale “sono un bersagliere
di Bari, quindi questo mi spetta di diritto”, si è portato via il “coccardone”
del 7° Bersaglieri.
Altri tre “coccardoni” sono stati sottratti: uno da un bersagliere
in uniforme storica che si è spacciato del Comitato Organizzatore e due dai
tifosi interisti, caduti come cavallette sul centro di Milano dopo la vittoria
nerazzurra. Beh, non si può dire che i “coccardoni” non abbiano avuto successo!
ABBIAMO APPRESO CHE, NONOSTANTE LE
INIZIALI PERPLESSITA' ED INCOGNITE, IL "COCCARDONE" DEL PUNTO CREMISI DEL 7°
BERSAGLIERI E'... APPRODATO ALL'OMONIMO REGGIMENTO.
AD MAIORA.
- Armando Cossutta alla sfilata
Sul web è riportata una notizia secondo la quale l’on. Armando
Cossutta, noto esponente dell’estrema sinistra, abbia seguito commosso la
sfilata dei bersaglieri. Vuoi vedere che ora ama l’Italia almeno quanto la
Classe operaia?
- Il Tricolore sulla Madonnina
Forse non tutti l’hanno notato, ma durante i tre giorni cremisi di
Milano sulla Madonnina del Duomo era issato il Tricolore. Per noi. I bersaglieri
milanesi e della Provincia erano fortemente commossi per almeno due motivi: il
tricolore sventolò sul Duomo il 22 marzo 1848, quando vennero messi in fuga gli
austriaci e, attualmente, vi appare soltanto per poche feste nazionali.
- Il reduce di Russia
Lorenzo Farina, sergente in Russia nel Terzo Bersaglieri, ha
assistito alla sfilata con le lacrime agli occhi. Poi, con un sorriso, ha detto
alla figlia: “Adesso posso morire contento”.
- Il momento più opportuno
Ero
nei pressi di piazza Duomo, avevo al braccio la fascia del “Comitato
Organizzatore” e stavo risolvendo al cellulare un concitato problema fra la
Polizia Locale e l’azienda che stava montando la tribuna. In quel momento
squilla l’altro cellulare e, con l’orecchio libero sento che è la segreteria del
Presidente Formigoni a pormi domande sul cerimoniale. Nonostante il
contemporaneo colloquio con i due telefonini, cercavo di finire il discorso con
un assessore della Provincia che stava di fronte a me. In quella si avvicina un
bersagliere con la famigliola e gentilmente mi chiede: “Scusi, sa mica dove
potremmo mangiare una pizza?”.
|